iPhone 18 Pro, parola di chi ripara telefoni: cosa regge e cosa si rompe
Lo apro per mestiere, l'ho usato dodici giorni tra scooter, funicolare e vicoli di notte. Ecco cosa regge, cosa si rompe e a che prezzo conviene davvero.
- Di notte scatta più in fretta e con meno rumore
- Arriva a sera con un terzo di batteria anche nel traffico
- Batteria fissata con viti, più facile da cambiare
- Scalda meno del mio vecchio 16 Pro sullo scooter
- 150 € in più del 17 Pro, a parità di memoria
- Il diaframma nuovo, se si guasta, non si ripara: si cambia il modulo
- Riflessi verdi dei lampioni ancora presenti
- La nuova Siri in Italia non c'è ancora
In breve: se arrivi da un 14 Pro o da qualcosa di più vecchio e fotografi spesso di sera, è il miglior iPhone che abbia mai avuto in mano. Se hai un 16 Pro o un 17 Pro in buona salute, tieniti i soldi e cambia la batteria.
«Salvatò, ma questo nuovo si rompe?» È la domanda che mi fanno tutti, appena vedono il telefono bordeaux appoggiato sul bancone. Me la fa anche il ragazzo delle consegne che ha già cambiato tre vetri in un anno.
Ho un piccolo laboratorio di riparazione al Vomero. Ogni giorno apro telefoni, cambio batterie, raddrizzo connettori e consolo gente disperata per le foto perse. Per questo l'iPhone 18 Pro l'ho guardato con due occhi diversi: quello di chi lo usa e quello di chi, prima o poi, se lo ritroverà aperto sul tappetino blu.
L'ho comprato il primo giorno di vendita, un venerdì di settembre, e da allora non l'ho mollato. Dodici giorni tra scooter, funicolare, il miracolo di San Gennaro con mezza città davanti al Duomo e parecchie foto di notte. Ecco com'è andata, con i numeri.
Cosa si rompe davvero: i numeri del mio bancone
Prima di parlare del telefono nuovo, ti dico cosa vedo io. Nel 2025 dal mio laboratorio sono passati 1.287 telefoni: 538 schermi rotti, 311 batterie stanche, 164 vetri posteriori crepati, 97 connettori di ricarica e 71 fotocamere che non mettevano più a fuoco. Il resto era acqua, scheda madre o «non so, si è spento».
Quelle 71 fotocamere sono la parte che ti riguarda di più. Almeno la metà erano di gente che usa il telefono come navigatore sullo scooter, con il supporto in metallo avvitato al manubrio. Le vibrazioni del motore rovinano a lungo andare lo stabilizzatore ottico. Non lo dico solo io: lo scrive Apple stessa nelle sue pagine di assistenza.
E qui arriva la novità che mi preoccupa un po'. La fotocamera principale del 18 Pro ha un diaframma variabile con sei lamelle sottili come un capello, che si aprono e si chiudono da f/1,48 a f/4. Quando iFixit ha smontato il telefono, una lamella è uscita dal suo posto. Il loro giudizio: quel meccanismo da solo è quasi impossibile da riparare. Se si blocca, si cambia l'intero modulo fotocamera.
«Ogni pezzo che si muove è un pezzo che prima o poi si inceppa. Sei lamelle che si muovono sopra un motore di scooter non mi fanno dormire tranquillo.» Gennaro, il ragazzo che lavora con me in laboratorio, il primo giorno
La buona notizia sta dentro. La batteria adesso è chiusa in un supporto di metallo avvitato, con l'adesivo che si stacca con la corrente. Una volta arrivati lì, cambiarla è più semplice di prima. Il guaio è arrivarci: si passa dallo schermo incollato, e nei test di iFixit la cornice di plastica intorno al pannello si è rotta o staccata su tre telefoni aperti su quattro. Il campione è piccolo, ma io ne terrò conto quando mi arriverà il primo.

Il punteggio provvisorio di iFixit è 7 su 10. Per un iPhone è un buon voto. Ma un telefono che si ripara bene non ti serve a niente se si scarica alle sei del pomeriggio. E allora l'ho messo alla prova dove i telefoni soffrono di più: nel traffico.
Batteria nel traffico di Napoli: il mio test di 12 giorni
La mia giornata non è gentile con le batterie. Stacco il telefono alle 7:15, salgo sull'SH e vado al laboratorio. Due o tre volte a settimana scendo a Gianturco a prendere ricambi dai grossisti, con il navigatore acceso perché ogni giorno chiudono una strada diversa. Poi messaggi vocali dei clienti, foto dei guasti, chiamate. E quando la fibra del negozio salta, il telefono fa da hotspot al computer.
C'è anche la funicolare di Montesanto. Quei pochi minuti in galleria sono il punto in cui il telefono cerca rete come un disperato, e la batteria scende. Il mio vecchio 16 Pro, con l'88% di salute della batteria, nelle giornate così si spegneva verso le 21:40.
| Cosa ho misurato | iPhone 18 Pro | Il mio 16 Pro (batteria all'88%) |
|---|---|---|
| Carica alle 23, media di 12 giorni | 31% | spento in 5 giorni su 12 |
| Giorno peggiore (San Gennaro, tanti video) | 12% alle 23 | spento alle 19:50 |
| Da 0 a 50% con alimentatore da 40 W | 18 minuti | 27 minuti |
| Navigatore sullo scooter, 50 minuti | meno 14% | meno 22% |
Il confronto con un telefono di due anni non è del tutto giusto, lo so. Ma è proprio quello che fai tu quando decidi se cambiare: arrivi a casa la sera senza l'ansia della percentuale.
Una nota: il modello italiano ha ancora lo slot per la SIM fisica, quindi una batteria un filo più piccola di quella americana solo eSIM smontata da iFixit. Le mie misure sono sul telefono che compri qui. E dopo il tramonto, la batteria la consuma soprattutto la fotocamera.
Le foto di notte: il motivo vero per comprarlo
Il diaframma che mi preoccupa da riparatore è lo stesso che mi ha fatto innamorare da utente. A f/1,48 il sensore da 48 megapixel prende molta più luce. In pratica la modalità notte resta meno tempo aperta, e le foto vengono meno mosse.
Nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, alle dieci e mezza di sera, con un solo lampione e la luce che usciva da un basso, il mio 16 Pro mi chiedeva 3 secondi fermo. Il 18 Pro mi ha chiesto 1 secondo. La signora seduta sulla sedia di plastica davanti alla porta è venuta nitida, con la vestaglia a fiori ancora a fiori e non a macchie. E i colori dei lampioni erano quelli veri, arancioni, non il giallo finto che vedo spesso.

Una cosa che non ti dicono: in automatico il telefono non usa quasi mai l'apertura massima. Nei dati delle mie foto notturne ho trovato quasi sempre f/1,8. Se vuoi f/1,48 lo scegli tu dall'app Fotocamera, che offre quattro scatti fissi: f/1,48, f/1,8, f/2,8 e f/4. Le app di terze parti arrivano anche ai valori in mezzo.
Sul lungomare, davanti a Castel dell'Ovo illuminato, ho scattato una trentina di foto a mano libera. Il castello è venuto dettagliato, il mare nero senza quella grana a pallini. Mentre scattavo, un ragazzo su uno scooter ha rallentato e mi ha gridato «Fa' 'na foto pure a me!». Gliel'ho fatta. Era mossa. Lui no, il telefono sì: anche la fotocamera migliore non fa miracoli con un motorino che passa a quaranta all'ora.
Il difetto che resta: i riflessi verdi dei lampioni. Quando inquadri una luce forte, compare ancora il piccolo fantasma verde sulla foto, specchiato rispetto alla lampada. È meno evidente che sul 16 Pro, ma c'è. Basta inclinare un po' il telefono per spostarlo fuori dal soggetto.
Tutte queste foto, però, scaldano. E io il telefono lo tengo spesso al sole, sul manubrio.
Calore e scooter: cosa ho misurato
Dentro c'è il chip A20 Pro, il primo a 2 nanometri su uno smartphone, con 12 GB di memoria RAM e una camera di vapore tre volte più grande di quella dell'anno scorso. Tradotto: il calore si sposta meglio e il telefono rallenta più tardi.
Il mio test: 25 minuti di navigatore sul manubrio, al sole, con 27 gradi a fine settembre, mentre il telefono si caricava da un power bank. Con il termometro a infrarossi ho misurato il retro: 41,2 °C. Una sola volta lo schermo si è abbassato un attimo di luminosità. Senza la ricarica, nello stesso giro, il retro è arrivato a 37,9 °C. Il mio 16 Pro, nelle stesse condizioni, aveva già mostrato l'avviso di temperatura.

Il consiglio che do a ogni cliente, e che ho seguito io per primo: se usi lo scooter, compra un supporto con smorzatore di vibrazioni. Costa tra 15 e 30 € in più di uno normale. Una fotocamera nuova costa molto, molto di più. Ed eccoci ai soldi.
Dati tecnici e prezzi in Italia
| iPhone 18 Pro | iPhone 18 Pro Max | |
|---|---|---|
| Schermo | 6,3 pollici OLED, 120 Hz | 6,9 pollici OLED, 120 Hz |
| Chip | A20 Pro a 2 nm, 12 GB di RAM | |
| Fotocamera principale | 48 MP, diaframma variabile da f/1,48 a f/4 | |
| Teleobiettivo e grandangolo | 48 MP 4x, 48 MP ultragrandangolo | |
| Video, dato Apple | fino a 34 ore | fino a 43 ore |
| Peso | 211 g | 249 g |
| Colori | nero, argento, azzurro ghiaccio, bordeaux | |
| Prezzo 256 GB | 1.489 € | 1.639 € |
| Prezzo 512 GB | 1.739 € | 1.889 € |
| Prezzo 1 TB / 2 TB | 2.239 € / 2.989 € | 2.389 € / 3.139 € |
Sono i prezzi Apple in Italia al momento in cui scriviamo. Rispetto al 17 Pro sono 150 € in più sui tagli da 256 e 512 GB, e ben 400 € in più sul taglio da 1 TB. Il motivo ufficioso è il costo delle memorie, salito tantissimo quest'anno.
E i costi di riparazione Apple fuori garanzia, senza AppleCare+: 149 € per la batteria, 169 € per il vetro posteriore, 405 € per lo schermo del Pro Max. Per i danni che Apple chiama «altri danni», cioè i componenti interni, si arriva a 999 € sul Pro e a 1.059 € sul Pro Max. Sì, hai letto bene. Sono cifre che fanno pensare a una buona cover prima ancora che al telefono.
Sulle dimensioni: l'ho usato soprattutto nel formato da 6,3 pollici, che entra nella tasca dei jeans anche da seduto sullo scooter. Il Pro Max di mio cognato l'ho tenuto tre giorni: batteria più lunga, ma 249 grammi si sentono, soprattutto a letto.
Black Friday e Natale: sotto quale prezzo conviene
Lo dico da chi vende anche cover e vetrini: Apple sul suo sito non fa sconti, mai. Gli sconti veri arrivano da Amazon.it, MediaWorld, Unieuro ed Euronics, e per un iPhone appena uscito al primo Black Friday sono di solito piccoli, qualche punto percentuale. Quest'anno il Black Friday cade venerdì 27 novembre, e le offerte di solito partono qualche giorno prima.
Se è un regalo di Natale, controlla due cose. La prima: Apple di solito allunga i resi per gli acquisti fatti tra novembre e dicembre fino ai primi di gennaio, ma verifica le date esatte sul sito prima di comprare. La seconda: compra insieme una cover con i bordi rialzati sopra la fotocamera e un vetrino per lo schermo. Al bancone vedo ogni gennaio i telefoni regalati a Natale e caduti a Capodanno.
Per chi sì e per chi no
Un'alternativa che consiglio spesso al bancone è il 17 Pro ricondizionato o in offerta: niente diaframma variabile, ma la fotocamera resta ottima e il prezzo sta scendendo. Se invece Apple non ti piace, ho provato per due mesi il Galaxy S26 Ultra sotto il sole di Napoli: con la S Pen e lo zoom fa cose che l'iPhone non fa.
Come scegliamo, compriamo e misuriamo i telefoni lo spieghiamo nella pagina come testiamo. Gli altri prodotti che stiamo provando in questo momento li trovi in test in corso, e tutte le recensioni nella sezione Recensioni.
Dopo 12 giorni: lo tengo?
Lo tengo. Non per il chip, che nella vita di tutti i giorni non si sente, ma per le foto di sera e per la batteria. Per la prima volta in due anni sono arrivato a mezzanotte senza cercare una presa nei bar.
Da riparatore resto prudente sul diaframma. Fra un anno ti saprò dire quanti ne ho visti bloccati, perché i primi guasti si vedono dopo l'estate, non dopo due settimane. Fino ad allora: supporto con smorzatore, cover buona, limite di carica all'80%. E il 16 Pro? L'ha preso mia sorella Teresa. Con la batteria nuova, cambiata da me, ovviamente.
Domande frequenti sull'iPhone 18 Pro
Conviene passare dall'iPhone 17 Pro al 18 Pro?
Per quasi tutti no. Il 18 Pro fa foto notturne migliori e scalda meno, ma il 17 Pro è un ottimo telefono di un anno fa. Il salto vale la spesa se arrivi da un 14 Pro o da un modello più vecchio.
Quanto costa cambiare la batteria dell'iPhone 18 Pro?
Da Apple, fuori garanzia e senza AppleCare+, 149 €. La batteria è fissata in un supporto di metallo avvitato, quindi il lavoro in sé è più semplice di prima, ma bisogna togliere lo schermo. Fallo fare da chi ha esperienza: nei test di iFixit la cornice dello schermo si è rotta spesso in apertura.
Posso usare l'iPhone 18 Pro come navigatore sullo scooter?
Sì, ma con un supporto con smorzatore di vibrazioni. Le vibrazioni del motore possono danneggiare lo stabilizzatore ottico della fotocamera, lo scrive anche Apple nelle sue pagine di assistenza. Con il diaframma variabile, che ha parti in movimento, la prudenza conta ancora di più.
